Alla presentazione del rapporto, durante la quale è intervenuta anche la ministra del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone, il presidente Inps Gabriele Fava ha identificato tre sfide da vincere per la sostenibilità del sistema previdenziale: invecchiamento, denatalità e intelligenza artificiale.
"Come Inps, per arrivare ad una maggiore sostenibilità puntiamo sul lavoro, perchè è da esso che si sviluppano l'occupabilità, l'occupazione e i contributi. Per farlo, puntiamo sui giovani e sulle donne ma anche sulla possibilità di continuare a lavorare, facoltativamente, per gli over 60 che ne abbiano ne abbiano il desiderio. Tutto questo porterà alla sostenibilità futura". Sono le parole di Gabriele Fava, presidente Inps, in occasione della presentazione, oggi a Roma, del XXV Rapporto annuale dell'Inps, il principale documento di analisi dell'Istituto che scatta una fotografia aggiornata dell'evoluzione del sistema previdenziale e di welfare del Paese.
"Il Ministero del Lavoro ha voluto che l'Inps fosse il partner nella gestione della piattaforma di inclusione sociale e lavorativa, che per noi è il marketplace digitale che consente l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro e, soprattutto, di migliorare la nostra capacità di erogare formazione professionale di qualità. Attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie, poi, possiamo anche mappare i fabbisogni delle imprese e la formazione necessaria per le nuove sfide e figure professionali richieste dal mondo del lavoro". Lo ha detto Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, alla presentazione, oggi a Roma, del XXV Rapporto annuale dell'Inps, che fotografa l'evoluzione del sistema previdenziale e di welfare del Paese.
Una pensione contributiva di garanzia per evitare che carriere discontinue, salari bassi e periodi di difficoltà lavorativa si trasformino domani in pensioni insufficienti. È la proposta normativa lanciata da Patronato Acli e Acli durante il seminario "Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile", dedicato al futuro previdenziale delle nuove generazioni. La proposta nasce dall'esigenza di affrontare una criticità del sistema contributivo: l'assegno pensionistico è infatti strettamente legato ai contributi versati nel corso della vita lavorativa e rischia di penalizzare chi ha avuto percorsi professionali frammentati, periodi di disoccupazione, part-time involontario o interruzioni legate alla cura familiare.