Reddito di cittadinanza, stop assegno: le nuove regole per sospensione e decadenza

Roma 12 dic. (Qui Finanza) – Sospensione, anziché decadenza, se i beneficiari del Reddito di cittadinanza trovano contratti brevi, che non superino la fine dell’anno in cui il lavoro è iniziato. Lo prevede un emendamento del M5S riformulato e approvato dalla commissione Bilancio del Senato che di fatto “congela” il beneficio in caso di contratti a tempo.

La proposta era stata presentata proprio per incentivare i percettori del Reddito ad accettare anche lavori di breve durata o con redditi “marginali” mentre si è all’interno del programma del Reddito.

Stop Reddito di di cittadinanza, cosa prevede l’emendamento
“Lo stop al Reddito di Cittadinanza vale solo per la durata del contratto di lavoro” spiega la senatrice del M5S Antonella Campagna, componente della commissione Lavoro di Palazzo Madama e prima firmataria dell’emendamento che modifica l’articolo 39 bis del ddl di Bilancio.

“Laddove il maggior reddito determini il superamento del valore del reddito familiare, il beneficio economico è sospeso per la durata dell’attività lavorativa che ha prodotto l’aumento del valore del reddito familiare. La prestazione comunque decade laddove il superamento del valore del reddito familiare sussista anche dopo il 31 dicembre dell’anno in cui si verificato”.

“Di fatto – spiega la senatrice – interveniamo per snellire le procedure burocratiche, rendendole più efficienti e tutelando chi alla scadenza del contratto riacquista lo status di disoccupato. Con questa piccola modifica incoraggiamo i percettori di Rdc ad accettare le offerte di lavoro loro proposte, non a rifiutarle perchè non le reputano convenienti e temono di perdere il beneficio”.

Reddito di cittadinanza, i casi in cui viene sospeso l’assegno
Il Reddito di cittadinanza decade quando uno dei componenti il nucleo familiare:
* non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
* non sottoscrive il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale;
* non partecipa alla formazione professionale;
* non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
* non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
* non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni incomplete;
* non presenta una dichiarazione aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
* venga trovato a svolgere attività di lavoro dipendente, o attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Da: www.quifinanza.it