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II Municipio e Telefono Rosa,
insieme per la sicurezza delle donne


Da febbraio, in via Garigliano 55 è attivo lo sportello “Donne in sicurezza” gestito da Telefono Rosa. Un’equipe di volontarie accoglie e sostiene le donne abbandonate, vittime di violenza, o in cerca di occupazione, fornendo gratuitamente consulenze legali, psicologiche e di orientamento al lavoro. Un servizio nuovo e tutto al femminile che favorisce l’integrazione e interviene concretamente nel difficile percorso di ricostruzione di un progetto di vita.

Accade anche in famiglia, e spesso sul posto di lavoro. Le donne che subiscono violenza, maltrattamenti e persecuzioni sono le vittime ideali: considerate fragili, indifese, talvolta sole. Nel Lazio, poi, la percentuale delle violenze sulle donne è più elevata rispetto alla media nazionale. Secondo l’ultimo sondaggio Istat, il 38, 1% delle residenti nella nostra regione ha subito maltrattamenti fisici o molestie sessuali, contro il 32 % della media nazionale.

Al di là delle statistiche ufficiali, però, c’è una quota significativa di casi sommersi, episodi sempre più frequenti che non vengono denunciati. Quando si tratta di molestie che accadono nell’ambiente di lavoro, per esempio, non basta il coraggio per uscire dal silenzio: serve un sostegno, perché perdere il lavoro può voler dire perdere l’autonomia e, nei casi più gravi, anche la casa.

Esistono anche a Roma nuove forme di servizi sociali che riescono ad accogliere, ascoltare e sostenere chi ha subito un abuso, come il centro di ascolto “Donne in sicurezza” di via Garigliano 55. Lo sportello è stato voluto dal II Municipio per colmare un vuoto sul territorio che, sebbene considerato privo di situazioni sociali a rischio, ospita molte donne straniere impegnate come colf o nell’assistenza a bambini e anziani. Sono state proprio le migranti (capoverdiane e peruviane, soprattutto) le prime ad usufruire del servizio, attivo dal febbraio scorso.

Ad accogliere le donne in difficoltà, ogni martedì e venerdì dalle 15 alle 18.30 c’è un gruppo di volontarie dell’Associazione Nazionale Telefono Rosa (tel. 06/37518261/2).
Il martedì sono presenti gli avvocati che chiariscono questioni relative ai diritti e alle forme di tutela per la famiglia, oltre ad assistere per le pratiche legate a permessi di soggiorno, ricongiungimenti.

Lo stesso giorno è attiva la consulenza per l’orientamento al lavoro, finalizzato al reinserimento di donne che si ritrovano sole. Essendo un servizio “d’impatto”, di aiuto immediato, l’orientatrice fornisce informazioni sulla formazione professionale, su come stendere il curriculum e sulle opportunità concrete per trovare un’occupazione, indirizzando l’utente a uno dei Centri di Orientamento al Lavoro per i servizi specialistici.

Quando è presente anche una storia di violenze e maltrattamenti, lo sportello presta assistenza  psicologica e, se necessario, un alloggio e cure mediche presso una casa di accoglienza creata dal Comune di Roma e gestita dal Telefono Rosa. Qui recentemente hanno trovato ospitalità una giovane donna licenziata perché incinta e una badante rimasta senza casa dopo la morte dell’anziano che assisteva.

“E’ l’abbandono la causa principale dei problemi delle nostre utenti”, racconta a Roma Lavoro News una delle volontarie. “Per una donna straniera, ritrovarsi senza marito, talvolta con i figli a carico, significa ricominciare da zero, progettare una nuova vita, cercare un’occupazione”.

Il flusso di utenti, inizialmente, era davvero limitato, ma grazie al passaparola, principale fonte di informazione per le comunità straniere della capitale, alla pubblicità sui giornali etnici, e alla collaborazione dei servizi sociali del II Municipio, il centro sta diventando un punto di riferimento importante. Un servizio tutto declinato al femminile per favorire l’inserimento e l’integrazione e per proteggere le donne con l’arma della prevenzione e della solidarietà.

Maria Frega

 

 

 

 

 

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