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Quando i musei virtuali
generano occupazione reale


Il Comune di Roma è protagonista di un’iniziativa che coinvolge paesi di nuova entrata come la Romania e la Bulgaria nella ideazione del “Museo virtuale delle radici europee”. Con attenzione per le nuove opportunità di lavoro aperte dall’incontro fra nuove tecnologie e beni culturali.

Se l’economia divide, la cultura unisce. Se l’economia genera trattamenti ineguali, la cultura valorizza la partecipazione egualitaria.  A un anno dal momento storico dell’adesione all’Unione Europea dei suoi paesi a oriente, il Comune di Romaha l’ambizione di contribuire alla costruzione di ponti culturali fra l’Europa continentale e i nuovi entrati come la Romania e la Bulgaria.

Il Dipartimento XIV per le Politiche per lo Sviluppo Locale, il Lavoro e la Formazione partecipa così a un’iniziativa internazionale a un tempo finalizzata a valorizzare un’identità culturale condivisa dalle popolazioni di tutto il continente (all’Ovest come all’Est) e al tempo stesso a esplorare nuove occasioni formative e occupazionali.

Si tratta della realizzazione del “Museo virtuale delle radici europee” a cura del progetto F-MU.S.EU.M., coordinato dalla società di ricerca EURO INNOVANET. Questo museo sull’identità e le origini dell’Europa sta per sbarcare su Internet e si propone di mettere in rete il patrimonio di musei italiani, bulgari e rumeni, permettendo “visite virtuali” e interattive.

Per la sua posizione geopolitica e lo spessore storico, Roma è l’“ambasciatrice” naturale dell’Europa nei suoi paesi orientali e il soggetto più adeguato a diffondere la consapevolezza che l’identità europea del nuovo millennio deve rifarsi anche all’eredità storica di quei territori. Un’eredità che ha una profondità temporale calcolata in millenni. Ma Roma è anche uno dei più importanti centri culturali, artistici e turistici del mondo. Ogni anno, milioni di turisti sono attirati dai suoi musei e dalla sua vivace vita culturale. Il Comune di Roma gestisce 15 fra i più importanti musei italiani, pubblici monumenti e siti archeologici.

Negli ultimi due anni, il sistema museale del Comune di Roma ha fatto un robusto investimento in tecnologie della comunicazione e servizi online, per creare un sistema integrato di fruizione delle esposizioni, incrementare il turismo culturale e incoraggiare le opportunità educative e didattiche. Basti ricordare la possibilità di pagare i biglietti e prenotare visite guidate direttamente attraverso il portale Web www.museiincomune.it.

La creazione del “Museo virtuale delle radici europee” fa però scaturire nuove opportunità lavorative a partire dall’incontro fra nuove tecnologie e beni culturali. E’ il caso della nuova professione del Comunicatore museale. Un professionista in grado di avvincere il grande pubblico con il racconto degli eventi straordinari di cui sono stati testimoni, e a volte protagonisti, gli oggetti di una collezione. I musei vinceranno, infatti, la sfida solo se non saranno solo un contenitore di oggetti, ma un narratore delle meravigliose storie che essi hanno vissuto.

F-MU.S.EU.M. metterà su Internet un corso, gratuito, per questa innovativa figura professionale. Esso si affiancherà a quelli, già online, dedicati a tre professioni altamente gettonate: il Web Expert che allestisce il museo virtuale on-line, coniugando estetica e funzionalità; il Project Manager che coordina il gruppo di lavoro, curando gli aspetti gestionali, finanziari e organizzativi del progetto; il Content Expert che sviluppa, organizza e veicola i contenuti culturali del museo virtuale (http://www.europeanvirtualmuseum.it/maincourses.htm).

p.c.

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