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Da Blus e Soul, il lavoro si trova anche in Ateneo

È attivo dai primi giorni di luglio il progetto Soul, frutto della sinergia tra le principali Università romane. Un modo per stabilire un contatto più diretto tra studenti e imprese già durante il percorso di studi. Piero Lucisano, coordinatore i Soul: ”Le aziende danno più peso all’esperienza acquisita che al titolo di studio”.

Dopo il Blus, venne il Soul. Non stiamo però parlando di musica, ma di lavoro e università. Se, infatti, lo scorso gennaio venne lanciato il progetto Borsa Lavoro Università Sapienza, in questo mese di luglio è stata la volta del Sistema Orientamento Università e Lavoro.

Due proposte che cercano di rendere più facile ed efficiente il collegamento tra i banchi d’Ateneo e il mondo delle imprese. Il principio alla base dei due progetti è molto simile: offrirsi come servizio gratuito di placement, tirocinio e orientamento al lavoro per gli studenti universitari.

La vera differenza è che Blus riguardava i soli laureati e laureandi dell’Università La Sapienza di Roma, mentre Soul – nel quale Blus è naturalmente confluito – coinvolge anche quelli degli Atenei di Roma Tre, Tor Vergata e dell’Istituto Scienze Motorie (circa 30 mila, l’11% di tutti i “dottori” italiani) oltre a tutti i giovani interessati e alle imprese locali, nazionali e internazionali.

“Purtroppo non esistono molti canali che aiutino i ragazzi a trovare il lavoro desiderato dopo l’Università – spiega a Roma Lavoro News Piero Lucisano, prorettore della Sapienza e coordinatore di Soul – E spesso i laureati finiscono per trovarsi allo sbando”.

Con Soul, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro avviene principalmente attraverso il portale web www.jobsoul.it nel quale i laureati delle quattro università romane mettono a disposizione i propri curricula. Finora gli utenti iscritti sono stati circa 12mila, con oltre 9mila curricula registrati: soprattutto donne (69%), laureati (77%) e giovani tra i 21 e i 26 anni (61%). Qui, però, si “loggano” anche le aziende, inserendo il proprio profilo (per ora quasi 700) e le loro offerte di lavoro, attualmente poco più di 500. Immobiliare, informatica, servizi, istruzione e commercio le tipologie di attività più rappresentate.

“Le imprese che si iscrivono a Soul – precisa Lucisano – devono essere iscritte alla Camera di commercio. E vengono controllate attraverso tutta una serie di parametri”. Insomma, le “brutte sorprese” non abitano qui.

Ma che cosa cercano le aziende? ”Sono meno attente al titolo di studio e più propense a valutare l’esperienza già acquisita. Colpisce poi la dinamicità delle loro scelte. Attraverso Soul, per esempio, Ernst&Young (azienda leader mondiale nel settore della contabilità, ndr) ha selezionato alcuni neo-architetti”.

E forse, in assenza questo servizio di “linkaggio” con il mondo universitario, E&Y non avrebbe mai avviato un vero e proprio recruiting. Eppure Soul non si ferma al solo sito web. Sportelli all’interno delle singole Facoltà garantiscono assistenza al placement e preparazione ai colloqui di lavoro grazie all’assistenza di psicologi. Presentazioni aziendali in ateneo e “carrier day” consentono poi un regolare incontro tra giovani e imprese.

È prevista inoltre una ZTL (Zona Tutela Lavoro), ovvero un sostegno di tipo sindacale seguito da Cgil, Cisl e Uil. Sul versante dei tirocini aziendali, invece, c’è FIxO (Formazione e Innovazione per l’Occupazione): stage garantiti tra i 3 e i 6 mesi con contributi fino a 2.300 euro in caso di successivo contratto di almeno 12 mesi.

Infine, una partnership con Bit-Lazio punta a promuovere con i “prestiti d’onore” l’avvio di imprese giovanili ad opera di laureandi e laureati.

E il futuro? ”Il nostro sogno – conclude Lucisano – è quello di creare un sistema integrato di placement con altre Università italiane e straniere, per aiutare nella ricerca di lavoro sia gli studenti esteri in Italia che i nostri all’estero e fare lo stesso anche con le imprese dei vari Paesi”. Vista la predilezione musicale degli ideatori, un progetto del genere sarebbe senz’altro molto Rock.

Andrea Marotta

 


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