La riforma del lavoro c'è già: attuare l'apprendistato e rilanciare l'economia

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Roma, 5 gen. (Labitalia) - "Secondo i dati Ocse siamo tra i Paesi più flessibili al mondo in termini di licenziamenti, e questo conferma che questa esigenza di modificare l'articolo 18 è molto relativa. La realtà è che non cresce l'occupazione perchè non cresce l'economia. Io credo che la riforma del mercato del lavoro ci sia già, è stata fatta già più volte, e per i giovani abbiamo l'apprendistato che è un ottimo contratto". E' chiaro il giuslavorista Roberto Pessi, prorettore alla Luiss di Roma, in un'intervista a LABITALIA, nel sottolineare che con gli interventi allo studio del governo in materia di lavoro "noi ci stiamo dando in un certo qual modo un alibi per cercare di rispondere a queste 'provocazioni' che ci arrivano dai partner europei".

 Il problema vero, secondo Pessi, non è intervenire sui licenziamenti. "Penso invece -spiega- che il tema sia quello di garantire un modello di sviluppo, di crescita, che consenta di rilanciare l'occupazione. E' chiaro che la crescita non può dipendere dalle regole del mercato del lavoro ma in realtà dipende essenzialmente dalla possibilità per le imprese di affermarsi sul mercato, vendere i prodotti, avere un rilancio dei consumi. La crescita dell'occupazione -aggiunge- va garantita da una serie di misure promozionali per un rilancio del sistema economico e produttivo".

Il mercato del lavoro, secondo Pessi, va bene così com'è: "Il testo unico sull'apprendistato è stato varato quattro mesi fa -ricorda- è un vecchio contratto che funzionava già dal 1955 ma che è stato completamente rivisitato dagli interventi normativi degli ultimi anni. E' un contratto che può interessare dall'operaio fino al laureato, è previsto dalla contrattazione collettiva in quasi tutti i settori, dura da uno a cinque anni e costa il 40% in meno perchè tutti gli oneri sociali sono a carico derllo Stato".

 Un contratto, quello dell'apprendistato, che, secondo Pessi, potrebbe evitare il ricorso ad altre proposte in campo in questi giorni. "La stessa proposta Boeri -spiega- è un modo intelligente per rilanciare il contratto di apprendistato sotto un altro nome; la proposta Ichino è un modo intelligente per modificare l'articolo 18 senza dire che lo si sta facendo".

 In conclusione, secondo Pessi, "gli strumenti per far funzionare il mercato del lavoro ci sono tutti, si tratta solo di volerli utilizzare." "E, come credo stia facendo il governo -avverte- vanno utilizzati i classici strumenti che vengono impiegati nelle fasi recessive per rilanciare i consumi e per permettere alle imprese di stare sul mercato. Nel momento in cui il sistema economico si rilancia si tratta poi di utilizzare tutti gli strumenti normativi che già ci sono. Se poi vogliamo dargli una 'verniciata' e chiamarli con un altro nome -conclude- va benissimo ma deve essere chiaro che tutto quello che serve c'è già".

 Da: http://www.adnkronos.com